Saturday, August 13, 2005

Minchia tanto per cambiare mi sento tristissima

Ripenso al film di ieri. Un film geniale anche solo per la scena con la musica di Toto Corugno in sotto fondo..noi solo noi, dimmi che tu mi vuoi, solo noi. Geniale.

L'ufficio e' pieno di gay e donne sovrappeso fumatrici. Mi chiedo il nesso.

Tra un po' ricomincia l'universita', io sono stracca come una vecchia, mi conto i soldi in tasca e tremo all'idea che la bambina bulgara inizi a spararmi il riscaldamento a manetta che qui con il rincaro del petrolio ci vuole poco alla stangata e siccome lei mi paga il mese comprensivo del riscaldamento che gliene frega a lei.

O no?

Martijn mi stressa perché come al solito devo fare i conti con le sue duecento mila paturnie e se ho un problema devo stare zitta. In piu' c'è un buco dell'ozono grosso così. Non voglio nemmeno toccare il tema traffico.

Ieri sono uscita con un collega russo. Collega del nuovo lavoro da sottoproletariato urbano che ho trovato. Il tipo era strano. Da bravo slavo mi ha accompagnato fino alla porta. Mi ha anche mostrato i suoi denti cariati. Si sono tutti cariati in olanda ha detto. Poi mi ha detto che i giapponesi hanno nel loro vocabolario 1000 colori. Mille sfumature: ognuna definita da una parola.

Mi sembrava Focus, il russo. E devo dire che mi hanno fatto schifo le sue carie.





La famiglia bulgara rimane a casa mia ancora una settimana. Brava gente. Niente da dire.

8 Comments:

Blogger ticonzero said...

Che film era? Suppongo italiano. Anche se filmicamente parlando sto attraversando un periodo orientale, sono sempre molto interessato a nuove idee.

Ieri sera ho rivisto "In the mood for love" di Wong Kar-Wai: veramente notevole, anche e soprattutto la fotografia. Anche e soprattutto i vestiti della protagonista.

Ultimamente sono stato preso da questa ventata di film dell'estremo oriente. E' iniziato tutto con "The Ring" (il remake americano), carino. Poi mi è capitata sottomano la trilogia originale (anche se qualche bene informato parla di quadrilogia) giapponese (The Ringu). Che dire: molto giapponese, ma comunque interessante. Restando sul genere horror, ma un po' meno trash, ho incrociato "Two Sisters" del coreano Ji-woon Kim, che si è rivelato realmente sorprendente, soprattutto per la sceneggiatura tutt'altro che banale.

Visto che ero in Corea, ci ho fatto altre due tappe anche se ho cambiato leggermente di genere. La prima "H" di Jong-hyuk Lee è una specie di polpettone con dentro un po' di Silenzio degli Innocenti e un po' di Seven. Il secondo "Natural City" di Byung-chun Min è un altro polpettone con tanto Blade Runner e un po' di SF post anni 80. Di entrambi il meglio che si può dire è che sono molto patinati.

Sono poi passato in Cina, ma restando sempre sul genere horror, che tanto piace alle teenager (chissà cosa ne pensa la tua inquilina). Ho visto infatti "The Eye" dei fratelli Pang. Un oggettino ben fatto, ma alla fine niente di realmente sconvolgente.

A questo punto preso dalla disperazione avevo realmente bisogno di vedere qualcosa di valido e ieri sera ho risfoderato il suddetto "In the mood for love", che a questo punto non capisco più bene cosa centri con il tuo post, ma fa niente, perchè ci sono un paio di scene in cui le immagini e la musica si fondono così bene, che non c'è più bisogno di dialoghi. Si capisce tutto, si riesce a provare tutto quello che provano i protagonisti. Peccato che sia tristissimo.

ciao

9:00 PM  
Blogger Sonechka said...

il titolo in inglese era The road to Koktebel.
E' un film semplice sotto molti punti di vista (mic(c)a che sia un difetto) e i riferimenti che vuole fare sono tutti chiari: dai classici russi alla commedia americana.
Un film fatto abbastanza bene e fatto anche per gli stranieri secondo me. Ma secondo me, neh.

Comunque il regista ha il senso dell'umorismo.
E conosce SOLO NOI di toto

8:59 AM  
Blogger oppiodeipopoli said...

la storia vera è che gli esquimesi hanno 100 parole per il bianco.

3:16 PM  
Blogger Roberto Iza Valdes said...

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9:56 AM  
Blogger Roberto Iza Valdes said...

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8:18 PM  
Blogger Roberto Iza Valdes said...

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6:53 PM  
Blogger Juno-Regina said...

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10:35 PM  
Blogger Roberto Iza said...

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1:16 AM  

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