Tuesday, July 03, 2007

Cosi' mentre trascinavo scatoloni per il corridoio al settimo piano di un palazzo di Berlino, mi e' arrivato il tuo sms in cui mi dicevi che e' nato tuo figlio. Mi e' sembrato strano, dico, di avere ricevuto quel messaggio mentre aiutavo Marcello a traslocare, in una citta' diversa da quella dove ci siamo incontrate e diversa da dove viviamo ora.

Ho pensavo ovvio in una balenata di secondi, giusto quelli che mi ha dato Marcello prima di smollarmi uno scatolone, ai lunghi giorni quando dividevamo appartamento, studi, amici, sbronze, vestiti improbabili e consigli ancora piu' improbabili.
Approdate a Trieste fresche di matura, siamo partite da li' in fondo sempre uguali, ma con uno strano idioletto in piu' e un mazzo di ricordi tanto tristi quando felici in valigia.

Lasciato Berlino alla volta di Amsterdam, mi sono fermata a meta' strada salutare la Ingrid americana che si trovava in Germania per un paio di giorni. Le ho detto che sei mamma e abbiamo passato la solita ora a sciorinare come un rosario i soliti ricordi di Trieste e censire tutti.

Ho aperto la porta di casa ad Amsterdam e la bambina se n'era andata. Ha traslocato. Ho assaporato la ritrovata indipendenza dopo due anni di convivenza. Passata la botta di ossigeno, mi sono messa a pensare che forse c'era qualcosa di effettivamente anomalo nella mia vita. E sicuramente c'era qualcosa di prezioso e dolcissimo nella tua.

1 Comments:

Blogger alidistasi said...

Mi hai fatto commuovere!
Come vorrei che vivessimo vicine.

7:52 PM  

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